Utilizzo dei trucioli di legno nelle pratiche enologiche
Roma, 17 ottobre 2005

Il problema si pone, nel momento stesso in cui i Paesi extracomunitari fanno ampio uso di tale pratica, motivati tra l’altro da un recente riconoscimento da parte dell’OIV.
Molti produttori italiani ne chiedono ufficialmente l’utilizzo, per tutti i vini; altri sono contrari, per una questione di immagine per i nostri prodotti più rinomati e per motivi di una possibile concorrenza distorta rispetto ai vinificatori che operano secondo tradizione e pratiche enologiche consolidate.
Condividiamo queste preoccupazioni, riconoscendo che una eventuale sperimentazione dei chips almeno sui vini da tavola e sulle IGT, peraltro ammissibile, comporterebbe anche la necessità di una opportuna indicazione in etichetta, con tutti i problemi conseguenti (vedi ad esempio la questione delle lingue).
A livello comunitario la questione è stata evidenziata, pur non essendo ancora pervenuta alcuna richiesta di utilizzo da parte dei paesi produttori.
Il MIPAF è disponibile per ogni eventuale ulteriore osservazione in proposito, pronto a rappresentare alla Comunità l’esigenza, quanto più possibile unanimemente condivisa, del mondo produttivo vitivinicolo.
Siamo pertanto disponibili a raccogliere ogni eventuale indicazione sulla materia.

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