ISTITUITO IL TAVOLO DI FILIERA VITIVINICOLO. PRIME INIZIATIVE E RISULTANTI INCORAGGIANTI.
Roma, 1 dicembre 2005


Possiamo essere moderatamente soddisfatti del primo incontro del tavolo di filiera, da poco istituito, tenutosi il giorno 30 novembre u.s. presso il MIPAF.

Il segnale è forte, vista la partecipazione del Ministro Alemanno, del Capo dipartimento delle filiere agricole ed agroalimentari dr. Ambrosio (coordinatore), dei Direttori generali dei vari comparti, delle Regioni e dei rappresentanti di tutte le Organizzazioni di categoria (per Federdoc: il Vice Presidente Liberatore).

La riunione è servita per fare il punto sulle emergenze esistenti, e quindi per dare una prima impostazione ai lavori, che devono partire – è l’impegno di tutti – immediatamente, e con riguardo ad alcune priorità ben identificate:
-a livello internazionale, la tutela delle Indicazioni geografiche con priorità assoluta, e non come mera posizione tattica o come contropartita per un eventuale scambio commerciale;
-a livello comunitario, la difesa degli attuali valori di specificità del settore vino, che non può prescindere da una propria OCM (no quindi al disaccoppiamento), e che tenga maggiormente conto del mercato, con riferimento al dimensionamento e alla organizzazione delle aziende (prodotto, commercio, distribuzione e promozione), alla valorizzazione e tutela delle produzioni (ricerche, reimpianti, riconversioni), nonché delle possibili azioni di informazione ed educazione al consumo, contro le attuali campagne antialcool prevaricanti.
-a livello nazionale,
.la revisione della 164/92, con particolare riferimento alla tutela e promozione delle Denominazioni. In ordine a tale punto, il Direttore generale della Direzione generale per la Qualità dei prodotti Agroalimentari dr.ssa La Torre ha evidenziato la necessità di una definizione della questione Controlli e tracciabilità dei vini a DO, atteso che la fase sperimentale è stata ampiamente applicata, e che l’ attività di monitoraggio del MIPAF ha dato risultati positivi.
In considerazione di ciò la dr.ssa La Torre è dell’avviso di iniziare una nuova fase procedurale che preveda il coinvolgimento delle Regioni e poi la consultazione delle Organizzazioni di categoria, per arrivare infine ad una proposta definitiva sull’applicazione del Piano per tutte le DO.
.la definizione di un sistema normativo unico di settore, più snello, semplice, facilmente applicabile e sopportabile da parte dei produttori, che parta dal “Testo unico delle norme nazionali di attuazione del regolamento comunitario concernente l’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, nonché disposizioni nazionali e relativo sistema sanzionatorio” (proposta Collarini – Preda);
.la definizione di adeguate campagne promozionali e di educazione al consumo, contro le innumerevoli iniziative antialcool esistenti.

Federdoc ha apprezzato, in questa occasione, l’impegno delle Istituzioni e delle Organizzazioni di filiera per alcune proposte intese a consolidare l’immagine del prodotto vino di qualità in Italia e all’estero, con particolare riferimento alla Tutela delle Denominazioni.
Ha ribadito per questo la necessità di norme nazionali in materia di disciplina vini a DO più rispondenti alle esigenze dei consumatori, con un sistema di certificazione e l’impegno dei Consorzi di tutela innovativi rispetto al passato, come da nuova “164/92”. In tale ambito, la relazione della dr.ssa La Torre è stata particolarmente apprezzata.
Ha sostenuto l’esigenza della revisione della OCM vino sulla base dei meccanismi attualmente previsti (no al disaccoppiamento), e con le indispensabili modifiche, con riguardo soprattutto alla ricerca (sistemi produttivi e di mercato), alla promozione ed educazione al consumo, all’adattamento delle aziende al mercato globale.
Ha auspicato una maggiore partecipazione di tutti alle problematiche internazionali (commercio, difesa delle Indicazioni geografiche, pratiche enologiche), convinta che il precedente dell’accordo bilaterale UE/USA non debba più ripetersi.
Le prossime riunioni in ambito di tavolo di filiera devono consentire tutto questo, con un piano vitivinicolo nazionale a valere per tutte le emergenze evidenziate.

 

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