Vino biologico – Iniziative in atto dalla Commissione UE per regolamentare anche la vinificazione
di questo prodotto.
Roma, 2 maggio 2006

In un contesto allargato di nuove regole per l’agricoltura biologica, nell’ottica di una opportuna armonizzazione delle regole in questo campo e per addivenire ad una posizione coerente nei confronti dei Paesi Terzi, la Commissione ha deciso di metter mano al suo progetto di revisione della legislazione sull’agricoltura biologica presentato in dicembre 2005, prevedendo di includere, in tutto questo, anche la vinificazione delle uve dell’agricoltura biologica.
Il COPA – COGECA non è d’accordo, ed ha già provveduto ad inviare una proposta di modifica al progetto della Commissione, come da documento in francese allegato.
In effetti, non è coerente avere due testi differenti che definiscono questo tipo di regole, a seconda che si tratti di vino “convenzionale” o di vino “biologico”.
La futura riforma dell’OCM vino offre la possibilità di includere le regole specifiche concernenti la produzione del vino biologico tra quelle già esistenti nella legislazione di settore.
Trasmettiamo, di seguito, alcuni elementi per un “argumentaire” sui vini biologici, tratto dal “dossier de presse Millésime bio 2006”:
“Attualmente, la regolamentazione comunitaria riconosce solo le uve biologiche. Il vino non può dunque che portare la menzione “vino ottenuto da uve dell’agricoltura biologica”. In più Paesi produttori d’Europa, sono stati istituiti dei registri di carico privati di vinificazione “bio”, e il loro utilizzo dà diritto all’utilizzazione di loghi distintivi, a volte associati al logo nazionale bio e/o al logo bio europeo. La menzione “organic Wine” è altresì molto estesa sul mercato anglossassone.
Nell’ambito dei cambiamenti previsti per la legislazione sull’agricoltura biologica, la Commissione ha proposto di prevedere un registro di vinificazione per le uve in questione.
Se si può essere sensibili ai problemi sollevati dalla legislazione attuale, le definizione di regole d’elaborazione fuori dall’OCM vino non è accettabile.
Il vino è un prodotto trasformato, cosa che ha portato alla messa a punto di una organizzazione comune di mercato molto specifica, che definisce precisamente il prodotto. Essa comprende:
un inquadramento del processo di elaborazione a mezzo di una lista positiva delle pratiche enologiche, misure che permettono la tracciabilità e il controllo dei prodotti, misure relative alla politica di qualità e di origine, regole d’etichettatura specifiche che assicurano la valorizzazione dei prodotti, l’informazione e la protezione dei consumatori”….

Da qui la presa di posizione del COPA – COGECA. D’altronde, il quadro generale delle regole di elaborazione del vino è definito dal regolamento CE n. 1493/99 del Consiglio. Ogni eventuale procedura che prescinda dall’impegno del Consiglio e affidi compiti non dovuti al Comitato è da escludere. Oltretutto, le uve biologiche in Europa rappresentano circa l’1,5% della produzione di vino.
La Francia si sta movendo nei confronti dei propri Parlamentari europei, per sostenere l’emendamento del COPA–COGECA.
Ci stiamo attivando, per assumere anche noi le più idonee iniziative in merito.

 

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