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Riforma OCM vino – Il documento di proposte della Commissaria all’Agricoltura UE Sig.ra Fischer Boel, seppure non ancora in forma ufficiale, è sul Tavolo di filiera MIPAF. Quattro le opzioni di Bruxelles, ma le intenzioni sono chiare: “Riforma fondamentale”.
Roma, 22 maggio 2006
Ne abbiamo discusso in una riunione presso il MIPAF in data 17 maggio scorso, alla presenza di tutte le Organizzazioni di categoria e delle Regioni, sotto la Presidenza del Direttore Generale della Direzione generale politiche agricole Dr. Catania.
“La riforma sarà radicale – conferma Catania – e va al di là delle nostre percezioni”.Il documento di Bruxelles (bozza del “Progetto di comunicazione”) conferma questa valutazione.
La Commissione non ha mezze misure; toccherà tutto (potenziale, mercato, etichettatura, pratiche enologiche, VQPRD e IGT), in modo sensibile. E’ quanto emerge dalla bozza della comunicazione, accompagnata da un documento di impatto, messo a punto dagli uffici della Commissione europea.
Di questo diamo conto nell’allegato .
La proposta è contraddittoria, a volte. Si punta ad eliminare le eccedenze strutturali (15 milioni di ettolitri) con aiuti all’estirpazione di 2,4 milioni di Euro ed utilizzando la mano pesante per i vigneti impiantati dopo il 1° settembre 1998, e poi si ipotizza un liberismo eccessivo nella produzione dei vini da tavola (vini del tipo “nuovo mondo”), tra cui la vinificazione al nostro interno dei mosti importati e la miscelazione di vini comunitari con quelli dei Paesi terzi.
Il documento, la cui pubblicazione è attesa per il prossimo 21 giugno per passare poi alla discussione degli Stati membri, presenta quattro opzioni, tra cui quella di una riforma profonda del settore, chiaramente favorita da Bruxelles.
Sulla base di quanto emergerà dal dibattito generale, la Commissione preparerà una proposta definitiva di riforma del settore entro la fine del 2006 o subito all’inizio del 2007, per essere definitivamente approvata nella tarda primavera del 2007.
Il confronto tra gli Stati membri sarà determinante per la decisione finale. Ma, stando alle premesse, non sembra che questo stia avvenendo. Che fine ha fatto, ad esempio, la proposta di posizione comune di Spagna, Francia, Italia, Portogallo, che raccomandava tra l’altro alla Commissione il mantenimento di misure normative particolari per il vino?
E’ evidente che, in futuro, a livello di decisioni la Commissione continuerà nella sua strada, consapevole di non incontrare, almeno tra i 10 nuovi Stati membri e quelli non produttori, resistenze di sorta. Ne è prova anche quanto è successo recentemente per l’OCM zucchero.
Ogni intervento di modifica rispetto alla impostazione attuale del Progetto di comunicazione è da effettuare soprattutto nel Parlamento europeo, con la sensibilizzazione dei nostri rappresentanti di riferimento.
Per intanto, nel nostro tavolo di filiera, non esiste una sintonia di di orientamenti sulle questioni essenziali della riforma. Alcune Organizzazioni concordano con la Commissione per una riforma forte.
Il nostro Ministero, anche nei suoi recenti contatti con gli altri Paesi produttori, non ravvisa la possibilità di una piattaforma di negoziato comune, ed in questa situazione vede la Commissione molto forte, intenzionata ad eliminare le eccedenze strutturali (approccio dirigistico) e a liberalizzare il resto.
Il Ministero è dell’avviso di impegnarsi sin da subito sui seguenti punti:
no all’eliminazione degli aiuti all’arricchimento dei vini con i mosti concentrati e MCR, se prima non si elimina la pratica dello zuccheraggio;
mantenimento del divieto di vinificazione dei mosti provenienti dai Paesi terzi;
prestazioni viniche da sostenere, e possibilmente da elevare. Prevedere la possibilità di una pregiudiziale da parte del nostro Paese, nel caso di indisponibilità di altri Stati.
“enveloppe” nazionale: è un contenitore interessante per le possibilità di intervento diretto da parte di ogni Stato (sussidiarietà, fondi a disposizione), ma da riempire adeguatamente.
Tutela e promozione VQPRD e IGT.
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