COMUNICATO STAMPA
23 giugno 2006
Riforma dell’OCM vino.
Per i produttori francesi e italiani di vini a DO, le proposte della Commissione europea
mancano di coerenza e dinamismo.
Parigi & Roma, 22 giugno 2006. - Le due più importanti Organizzazioni europee dei produttori dei vini a Denominazione di Origine Controllata (VQPRD), la CNAOC1 e la FEDERDOC2, lamentano l’incoerenza e la mancanza di dinamismo delle proposte presentate dalla Commissione Europea in data 22 giugno u.s.
“Il consumo mondiale del vino progredisce di anno in anno e le prospettive sono incoraggianti. Il settore vitivinicolo europeo dispone di mezzi formidabili: la reputazione e la qualità dei vini a DO. Per permettere all’offerta europea di essere competitiva, occorre molto più di un piano sociale comprendente l’estirpazione di 400.000 ha e un budget di 2,4 miliardi di euro in 5 anni così come proposto dalla Commissione. Occorre mobilitare l’essenziale dei mezzi verso la promozione e la commercializzazione per valorizzare i vini europei, come lo reclamiamo da tempo” ha dichiarato Christian PALY, Presidente della CNAOC.
Il rafforzamento della competitività del settore passa per una politica che permetta di migliorare la tutela e la promozione dei vini di qualità europei.
Gli orientamenti della Commissione danno al contrario dimostrazione di grande incoerenza in materia. La Commissione vuole rinforzare la reputazione dei vini DOC, predicando una deregolamentazione tanto in materia di etichettatura che di pratiche enologiche. La sua proposta è di limitare la produzione nella UE con l’estirpazione, ma poi di concedere l’autorizzazione al taglio dei vini comunitari con i vini dei Paesi terzi e la vinificazione dei mosti importati sul territorio europeo.
“La riforma dell’OCM vino deve porre in atto gli strumenti più adatti per una politica che risponda agli obiettivi prefissati. E’ essenziale per questo che venga salvaguardato il principio della distinzione tra vini da tavola e DOC, con due viticolture e due enologie ben distinte tra le quali anche le IGT avrebbero il loro ruolo. Si rischierebbe, diversamente, di creare confusione tra i consumatori con il risultato di disorientarli nelle scelte, e con il pericolo di vedere indeboliti gli sforzi qualitativi e di immagine da parte dei produttori”, ha sottolineato Riccardo RICCI CURBASTRO, Presidente di FEDERDOC.
Per le sue peculiarità, la sua geografia e la sua storia, è estremamente difficile per il settore vitivinicolo europeo contrastare i produttori dei vini dei Paesi terzi su certi aspetti. Per contro, l’Europa del vino dispone di armi temibili: la diversità del territorio e la qualità dei suoi vini. Occorre proteggerli.
“Attraverso la riforma, è indispensabile preservare l’autenticità dei vini che è anche la fonte della forza della nostra viticoltura. Occorre soprattutto dare al settore vitivinicolo europeo i mezzi per sedurre nuovi consumatori, specialmente quelli dei mercati in via di sviluppo, attraverso una politica ambiziosa e coerente. Ciò passa atraverso un approccio forte alla promozione dei vini di qualità e maggior coerenza in materia di etichettatura”, hanno concluso Christian PALY e Riccardo RICCI CURBASTRO.
Riferimenti:
A Parigi: Pascal BOBILLIER-MONNOT (+33.6.10.26.74.73)
A Roma: Pasquale DE MEO (+39.06.44.250.589)
A Bruxelles: David THUAL (+32.497.42.07.69)
1 Confédération nationale des producteurs de vins et eaux-de-vie de vin à
Appellation d’Origine Controlée
2 Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle Denominazioni di origine
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