Riforma dell’OCM¹ Vino
I Vini a Denominazione di Origine Controllata rilanciano il loro modello
nei confronti del Commissario Fischer Boel
Roma 26 aprile 2007

 

Le due maggiori Organizzazioni europee di produttori di vini a Denominazione di origine – CNAOC e
FEDERDOC – sono profondamente deluse dopo l’incontro con il Commissario Fischer Boel di
giovedì 26 aprile. La CNAOC2 e la FEDERDOC3 hanno incontrato il Commissario per chiederle delle
proposte concrete rispetto agli impegni presi nel giugno 2006 nel progetto di riforma. Hanno chiesto
modifiche sostanziali alla proposta della nuova OCM vino, che consentano realmente di consolidare il
concetto di vini di qualità e di potenziare i mezzi finanziari a favore di una politica offensiva di
comunicazione e promozione.

La CNAOC e la FEDERDOC hanno ribadito la loro contrarietà alla proposta della Commissione che
mira ad una liberalizzazione totale degli impianti per tutti i vini; hanno ricordato che, in una missiva
del 19 aprile 20074, i produttori di DOC francesi, italiani, portoghesi, spagnoli e tedeschi hanno
preteso che la riforma dell’OCM vino preveda gli strumenti necessari all’adattamento e alla gestione
delle denominazioni.

Christian PALY, presidente della CNAOC si preoccupa : « E’ un’utopia pensare di gestire la
produzione dei vini di qualità se non si è in grado di controllare collettivamente le superfici piantate,
e di conseguenza la quantità prodotta per ogni denominazione. Questa liberalizzazione degli impianti
rischia di portare ad una sovrapproduzione. Molte denominazioni che oggi hanno dei mercati
equilibrati potrebbero un domani essere destabilizzate e i prezzi dei vini potrebbero crollare
pericolosamente.
»

La Commissione sembra non misurare le conseguenze legate alla liberalizzazione degli impianti per le
denominazioni. Eppure in alcune Denominazioni europee lo scarto tra il potenziale di produzione
legato alla delimitazione delle superfici riconosciute (disciplinari) e le superfici attualmente piantate
dimostrano chiaramente i pericoli di questa politica. Così, a titolo esemplificativo, la superficie
piantata nella Rioja potrebbe passare dai 60.000 ettari attuali a 350.000 ettari, nelle Côtes-du-Rhône da
61.000 a 120.000 ettari e nel Porto da 45.000 a 250.000 ettari !

La CNAOC e la FEDERDOC hanno anche insistito sull’importanza della realizzazione di una vera
politica di promozione
per dare delle vere prospettive economiche alla filiera vitivinicola. Le due
organizzazioni dubitano della pertinenza dell’indirizzo politico della Commissione che sembra volersi
concentrare unicamente sui mercati esterni. Riccardo RICCI CURBASTRO, presidente della
FEDERDOC, chiede più ambizione per il settore vitivinicolo : « La politica di promozione e di
comunicazione non può escludere il mercato interno poiché questo rappresenta il 75% del mercato
mondiale.
Bisogna fornire gli strumenti per lottare contro il crollo dei consumi in alcuni paesi
produttori e investire sui mercati con un forte potenziale di sviluppo all’interno dell’Europa stessa
».


1 Organizzazione comune di meracto
2 Confédération nationale des producteurs de vin et eaux-de-vie de vin à Appellation d’origine contrôlée
3 Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazione di origine
4 Firmata dalla CNAOC, dalla FEDERDOC, dall’ANDOVI (Associação nacional das denominações de Origem
vitivinicolas), dalla Conferencia española consejos reguladores vitinicolas, dalla DWV (Deutscher weinbauverband e.V.),
dall’Instituto dos Vinhos do Douro e do Porto, dal CNIV (Comité national des interprofessions des vins à appellation
d’origine)


Il messaggio che la CNAOC e la FEDERDOC hanno comunicato al Commissario FISCHER BOEL
giovedì a mezzogiorno, è quindi estremamente chiaro : i vini di qualità e di origine costituiscono la
pietra angolare del settore vinicolo in Europa ; il miglioramento della competitività e lo sviluppo del
settore non potranno attuarsi se le specificità di questo metodo di produzione sono rimesse in causa
dalla riforma. Il miglioramento si può ottenere solo attraverso degli strumenti efficaci come la gestione
del potenziale di produzione e attraverso i mezzi finanziari maggiori destinati alla promozione.


 
 

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