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Riforma OCM vino - Incontro a Roma promosso da Federdoc tra Parlamentari francesi e italiani
Roma 31 Maggio 2007
Riforma OCM vino – In un incontro a Roma promosso da FEDERDOC tra Parlamentari
francesi e italiani, allargato anche alle maggiori Organizzazioni del settore vitivinicolo
produttivo italiano, i vini a Denominazione di Origine Controllata rilanciano il loro modello
nei confronti del Commissario Fischer Boel. - Italiani e Francesi sempre pi˜ determinati
condividere e difendere questo modello.
Due concezioni radicalmente differenti della vitivinicoltura e della cultura del vino separano i
produttori di vini a Denominazione di Origine e la Commissione europea.
Secondo FEDERDOC, la Confederazione Nazionale dei Consorzi di Tutela Vini a DO, il progetto
di riforma, cosÏ come confermato anche nella recente bozza di documento giuridico di nuova OCM
vino, Ë assolutamente negativo, perchÈ improntato al massimo liberismo possibile, ispirato da
considerazioni di tipo contabile e senza riferimenti reali alle sfaccettature variegate e positive del
settore.
In questi ultimi giorni, Federdoc ha incontrato il Commissario all’Agricoltura Fischer Boel a
Bruxelles, nonchÈ il responsabile al Parlamento europeo per la nuova OCM on.le Castiglione a
Parigi, per chiedere proposte concrete rispetto agli impegni presi nel giugno 2006. Ha chiesto
modifiche sostanziali che consentano realmente di consolidare il concetto di vini di qualitý e di
potenziare i mezzi finanziari a favore di una politica offensiva di comunicazione e promozione.
L’attenzione dell’On.le Castiglione Ë incoraggiante, la determinazione della Fischer Boel a
perseverare nelle sue convinzioni Ë molto preoccupante
“Per questo – ha precisato il Presidente di Federdoc Ricci Curbastro – in stretta collaborazione con
i colleghi della CNAOC francese provochiamo incontri a livello internazionale e in Italia (tra cui
quello tra Deputati europei e la visita del Senatore francese CÈsar in Toscana), per contrastare le
iniziative pericolose della Fischer Boel e per ottenere le giuste correzioni di rotta. Prima che sia
troppo tardi!”.
“Siamo particolarmente grati – ha continuato Ricci Curbastro – all’on.le Franci, segretario della
Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, per avere favorito questo incontro, e al
Senatore CÈsar che nei prossimi giorni relazionerý al Senato francese su questa proposta di
riforma e prima di completare il proprio lavoro ha voluto confrontarsi con i Parlamentari e i
produttori italiani; un’attenzione che dimostra stima ma soprattutto determinazione a presentarsi
uniti per sostenere le ragioni della vitivinicoltura europea”
Federdoc ha ribadito la sua contrarietý alla proposta della Commissione sulla liberalizzazione degli
impianti anche per i VQPRD, rammentando che in una missiva del 19 aprile scorso, i produttori
DOC francesi, portoghesi, spagnoli e tedeschi, uniti, hanno proposto la messa in atto di nuovi
strumenti per l’adattamento e la gestione delle Denominazioni.
Ricci Curbastro Ë preoccupato: “E’ un’utopia pensare di gestire la produzione dei vini DOC se non
si Ë in grado di controllare collettivamente le superfici vitate, e di conseguenza la quantitý prodotta
per ogni denominazione. La liberalizzazione proposta degli impianti rischia di portare a
sovrapproduzioni, con conseguenze destabilizzanti in un mercato di equilibri delicati. I prezzi dei
vini potrebbero crollare, ed il patrimonio viticolo nazionale deprezzarsi pericolosamente. A titolo
esemplificativo, nel caso di liberalizzazione degli impianti, la superficie vitata del Chianti potrebbe
passare da 17.000 a 35.000 ettari!”
Punto per punto, Federdoc ha sviluppato le giuste argomentazioni per un modello ambizioso di DO,
rifiutando ogni compromesso tendente alla banalizzazione del settore.
“C’Ë posto per i vini di tipo industriale e per i vini delle nostre pi˜ antiche e nobili tradizioni. Ma
questi due mondi devono coesistere, senza mischiarsi” ha sottolineato il Presidente di Federdoc,
dicendosi fermamente contrario a che certe menzioni (annata e vitigno) possano essere apposte
sulle etichette dei vini da tavola, come proposto dalla Commissione.
I parlamentari francesi e italiani hanno condiviso le problematiche evidenziate, con l’impegno a
sostenere le proposte di Federdoc a livello comunitario.
Roma, 31 maggio 2007
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