Da “Il Giornale” del 3 luglio 2005, a firma Brando Franchi: “Tempranillo, nuova DOC tricolore…” ma le considerazioni sull’Albo dei Vigneti e lo Schedario vitivinicolo sono esatte. L’ALTRA FACCIA DEL VINO ITALIANO Tempranillo, nuova Doc tricolore... Brando FranchiGli Oscar del Vino ma anche l’inaugurazione ieri del progetto Enosis Meraviglia di Donato Lanati a Cuccaro (Alessandria), 0131.771088, una sorta di università del vino pensata e realizzata da uno dei più fini enologi italiani, sono momenti positivi in cui il mondodel vino italiano si celebra. In particolare, Lanati ha il pregio di evitare la retorica e di porsi domande a cui pochi rispondono. Ricordo quel suo chiedersi astuto perché in Italia tanti acquistano i concentratori, se il loro uso in cantina è vietato. Già, perché? Andreotti risponderebbe «per peccare» e avrebbe ragione, a meno di non voler credere alla favola di quelli che sostengono che li hanno solo per capire come funzionano e poi li mettono in un angolo a impolverarsi. Il buffo (si fa per dire, è cosa seria) del mondo del vino italiano, è che quello che i più dicono in privato è opposto a quello che affermano in pubblico. È pure confusione e nemmeno bisogna troppo stupirsi se grandi produttori acquistano vino in Puglia, Abruzzo o Sicilia e poi lo spacciano per Brunello, Chianti o Barbera. Manca il catasto dei vigneti e se manca è perché i produttori sotto sotto si oppongono.È vero che esiste un albo della Denominazione di origine controllata, le Doc,ma bisogna vedere quando le liste vengono aggiornate visto che le Camere di commercio accettano le autocertificazioni dei produttori che possono dire di fare qualsiasi quantità perché tanto ben difficilmente verranno a controllare il reale rapporto tra vigneti e bottiglie.
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