Vino italiano nel mondo

Il nuovo volto della promozione tra innovazione e “fare sistema”.

In questa intervista facciamo il punto sull’evoluzione del bando OCM
per il 2026/2027 con Marco Lupo, Capo Dipartimento MASAF

Il bando per la campagna OCM Vino – Promozione sui mercati dei Paesi Terzi 2026/2027 presenta diverse novità, a suo avviso quali sono le più rilevanti?

Con il nuovo bando abbiamo proseguito un lavoro iniziato nel 2024 muovendoci su più direttrici:
1. Anticipazione dei tempi di pubblicazione del bando, che per la prima volta è stato presentato durante il Vinitaly, e, conseguentemente, della graduatoria, in modo da dare più tempo alle imprese per programmare e realizzare la loro attività;
2. Semplificazione delle regole e delle procedure di partecipazione al bando, attraverso l’informatizzazione dei processi e la predeterminazione dei costi di riferimento, in modo da eliminare il cartaceo, ridurre gli errori amministrativi ed evitare la necessità di produrre tre preventivi per ogni singola voce di costo;
3. Maggiore flessibilità, fondamentale in un contesto geopolitico complesso come quello attuale, prevedendo la possibilità di apportare modifiche anche sostanziali ai progetti al verificarsi di situazioni impreviste e imprevedibili.

Negli ultimi anni il Ministero ha saputo garantire continuità e stabilità a una misura particolarmente strategica per il settore. Quali ritiene siano stati i principali risultati raggiunti dall’Amministrazione nella gestione dell’OCM Promozione e quali le priorità per il prossimo futuro?

L’apprezzamento espresso pubblicamente dalle associazioni della filiera è una grande soddisfazione che premia il lavoro svolto da tutto il personale della struttura competente a cominciare, ovviamente, dalla Dott.ssa Teresa Nicolazzi che la dirige. Negli ultimi anni, a differenza di quanto accadeva in passato, tutte le risorse destinate alla misura sono state utilizzate e tutte le proposte pervenute sono state soddisfatte. Credo che, nella sostanza, sia questo il risultato più importante: aver dato a migliaia di imprese italiane, per la stragrande maggioranza piccole imprese, la possibilità di incrementare il proprio export nei paesi terzi, supportandole, accompagnandole, aiutandole a fare quello che sanno fare meglio di ogni altro al mondo.
È quello che ci chiedono le nostre aziende e il percorso che intendiamo perseguire anche per il futuro, perché non si finisce mai di migliorare.

In un contesto internazionale sempre più complesso, caratterizzato da tensioni commerciali e crescente concorrenza, quale ruolo ritiene possa svolgere il sistema Italia per mantenere la leadership dei nostri vini nei mercati internazionali?

In uno scenario globale caratterizzato da crescente competizione e da dinamiche geopolitiche in continua evoluzione, il sistema Italia può continuare a svolgere un ruolo di primo piano grazie a tre fattori distintivi: qualità, identità e capacità di fare sistema.
Da un lato, è fondamentale continuare a valorizzare il legame tra prodotto e territorio, che rappresenta un elemento unico e non replicabile del vino italiano; dall’altro, occorre rafforzare ulteriormente la presenza sui mercati attraverso strategie di promozione integrate, capaci di intercettare i nuovi trend di consumo e di consolidare il posizionamento dei nostri vini nelle fasce a maggior valore aggiunto.
In questo contesto, l’intervento pubblico, attraverso strumenti come l’OCM Promozione, deve continuare a sostenere le imprese, accompagnandole nei percorsi di internazionalizzazione e favorendo un approccio sempre più strutturato e consapevole ai mercati esteri. Il sistema Italia, inteso come collaborazione tra istituzioni, Regioni e filiera, rappresenta quindi il vero elemento competitivo su cui costruire e rafforzare la nostra leadership.

Il dialogo costante tra Ministero, Regioni e filiera è stato uno degli elementi che ha consentito alla misura di evolversi nel tempo. Quali ulteriori strumenti immagina per rafforzare questa collaborazione?

Il dialogo tra il Ministero, le Regioni e le associazioni rappresentative della filiera rappresenta un elemento imprescindibile per garantire l’efficacia della misura e la sua capacità di adattarsi alle esigenze del settore, a maggior ragione in un momento di grande evoluzione segnato anche dalle innovazioni introdotte dal Pacchetto vino e in vista del nuovo periodo di programmazione europea. Per il futuro, riteniamo prioritario consolidare strumenti di confronto strutturato e continuativo, che consentano un monitoraggio costante dell’attuazione della misura, in modo da accompagnare gli operatori anche durante l’esecuzione dei progetti. Allo stesso tempo, è importante mantenere e rafforzare i momenti di confronto preventivo, soprattutto in fase di definizione dei bandi, in modo da intercettare tempestivamente le esigenze del settore e ridurre eventuali criticità applicative. L’obiettivo è costruire un modello sempre più partecipato, in cui sia le Regioni, sia le Associazioni possano contribuire attivamente al miglioramento dello strumento.

Quanto è importante poter contare su una filiera coesa, rappresentata da organizzazioni come Federdoc e dai Consorzi di Tutela, per dare efficacia alle politiche pubbliche di promozione?

Una filiera coesa rappresenta una condizione essenziale per il successo delle politiche pubbliche, in particolare nel campo della promozione sui mercati internazionali.
Organizzazioni come Federdoc e i Consorzi di Tutela svolgono un ruolo strategico, non solo in termini di rappresentanza, ma anche come interlocutori qualificati in grado di orientare le scelte e contribuire alla definizione di interventi più mirati ed efficaci. La loro capacità di aggregare le imprese consente infatti di superare frammentazioni e di promuovere azioni coordinate, aumentando l’impatto complessivo delle iniziative di promozione finanziate. In un contesto competitivo globale, la coesione della filiera diventa quindi un fattore determinante per valorizzare il sistema produttivo nazionale e per garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate in modo efficiente e coerente con gli obiettivi strategici del settore. È attraverso questa collaborazione che è possibile rafforzare ulteriormente la presenza del vino italiano nel mondo e consolidarne la reputazione di eccellenza.

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